Una dieta mediale per la famiglia: 7 suggerimenti per cominciare
“E’ pronto!” “Aspetta che finisco una partita online!”
“Fai qualcosa! Sei sempre lì con quel cellulare in mano!” – “Ma io sto facendo qualcosa: parlo coi miei amici!”
Smartphone, pc, tv on demand, tablet sono ormai entrati nelle nostre famiglie: sono strumenti utili e di divertimento, ma è innegabile che a volte diventino ospiti invadenti nelle nostre vite e all’interno delle nostre relazioni. Da parte degli adulti si sente sempre più spesso l’esigenza di periodi di “digital detox” ovvero di pause volontarie dal mondo digitale.
Ma per quanto riguarda i nostri figli? Ne sentiranno mai l’esigenza?
Premessa
Facciamo una premessa. In questo articolo non intendiamo parlare di dipendenza patologica. Quando in famiglia c’è qualcuno che manifesta costantemente apatia, insoddisfazione per la sua vita, smette di frequentare amici e attività sportive, ha un calo del rendimento scolastico e passa il tempo navigando, siamo di fronte a un segnale di allarme che ci deve spingere a chiedere l’aiuto di uno specialista.
E noi?
Poi ci siamo tutti noi che siamo connessi, come ci dicono le ricerche, in modalità “always on”: sempre o molto spesso. Usiamo la prima persona plurale perché, per affrontare questo tema, dobbiamo fare un esame di coscienza scomodo anche noi adulti.
“Ma io ne ho bisogno per lavoro, è una cosa diversa”: certamente, ma quando ne abbiamo bisogno per lavorare 18 ore al giorno, forse abbiamo qualche problema. Vi avverto che anche i nostri figli ne hanno davvero bisogno per parlare con gli amici (le relazioni sono importanti), qualche volta per fare i compiti (la scuola è fondamentale), per divertirsi (giocare è un bisogno).
Cosa non fare?
Certamente potreste risolvere il problema in modo rapido. Ci sono app e programmi che limitano il tempo trascorso in Rete: vostro figlio sta navigando e, all’ora decisa da voi, si spegne tutto.
Potete anche vietare del tutto l’utilizzo della tecnologia ai vostri figli: con i bambini potreste riuscirci, con gli adolescenti sarà più complicato. In entrambi i casi il divieto imposto dall’alto senza dialogo, genera rabbia e frustrazione e non favorisce l’autonomia e la crescita.
Una strategia perdente, con noi stessi e ancora di più con i nostri figli, è considerare il digitale come “il male”: le nuove tecnologie non sono qualcosa da evitare, anzi sono una risorsa preziosa. Solo se partiamo da questa convinzione possiamo pensare a come farne un uso intelligente e valorizzare il tempo trascorso connessi.
Non vietare le tecnologie però non significa che non dobbiamo dare regole. Compito di noi adulti è indicare atteggiamenti positivi per gestire il tempo online, accompagnando, educando e condividendo momenti di qualità con i ragazzi, anche per quanto riguarda il mondo digitale.
Allora cosa possiamo fare?
7 suggerimenti per iniziare una dieta mediale familiare
1. Osservarsi e essere consapevoli
Il primo passo per liberarsi da un eccessivo consumo di tecnologia è la consapevolezza. Sono “dipendente”? Per saperlo devo osservarmi: se non so di avere un problema, difficilmente avrò voglia e bisogno di risolverlo.
Allora proponiamo ai nostri figli (e a noi stessi, ahimè) di provare a registrare per una giornata quante volte ci connettiamo e per quanto tempo: che attività ho svolto oggi? Da che ora a che ora? Quante volte mi sono connesso?
Vederlo nero su bianco e fare la fatica di annotarlo è un esercizio non indifferente di consapevolezza.
Se scopriamo che siamo troppo connessi, è il momento di chiederci se il tempo che trascorriamo usando pc, internet, social e smartphone è un tempo scelto consapevolmente, che desideriamo investire in quella attività o se è un’abitudine, un riflesso a una notifica che compare, qualcosa che ci sottrae tempo per altro che reputiamo importante e che desideriamo abbia spazio nella nostra vita.
2. Riconoscere che il multitasking non ci fa guadagnare ma perdere
Forse osservando la nostra giornata ci renderemo conto che un’altra parola che accompagna la nostra vita è multitasking: “Non stavo solo guardando il cellulare, ma stavo anche studiando”
Fare più attività insieme, di cui una online, può sembrare un modo geniale di impiegare il tempo, in realtà allunga la durata di esecuzione di un’attività, sottrae minuti al nostro tempo libero e, soprattutto, non permette di gustarci quello che stiamo facendo. Se devo finire quei tre esercizi di matematica e intanto chatto con i miei amici, ci metterò il doppio del tempo necessario a fare i compiti e nemmeno mi gusterò una bella chiacchierata in santa pace … c’è sempre matematica da finire!
3. Disattivare le notifiche
Se siamo impegnati in altro, meglio disattivare le notifiche e mettere il telefono in modalità silenzioso.
Una nota per i figli adolescenti: per silenzioso non intendo come quando vi chiamano i vostri genitori e non rispondete!
Il suggerimento è di fare un esperimento: decidete voi un tempo (30-40 minuti?) in cui non guardate le notifiche. Come è andata? Vi siete concentrati di più? Vi siete persi qualcosa di fondamentale oppure chat, messaggi, like e commenti erano lì ancora ad aspettarvi?
4. Mettere una distanza tra noi e lo smartphone
Per non farci distrarre, si può usare il trucco di mettere una distanza tra noi e lo smartphone. Siamo tendenzialmente tutti pigri, se dobbiamo alzarci e magari andare nell’altra stanza ogni volta che vogliamo controllare il nostro telefono, è molto probabile che lo faremo meno spesso.
5. Momenti digital free
Un altro suggerimento è di stabilire dei momenti quotidiani digital free.
Un esempio per tutti: a tavola. Ovviamente stabiliamo queste regole se siamo disposti anche noi adulti a rispettarle. In alcuni post sui social vi sarà capitato di vedere una scatola in cui gli avventori di un ristorante sono invitati a depositare il proprio cellulare per favorire la conversazione vis a vis: se la trovate una bella idea, fatelo anche voi a casa vostra. Ovviamente dovrete mettere anche il vostro smartphone nella scatola.
Un consiglio: a meno che abbiate organizzato una mega sfida/torneo ai videogiochi con gli amici, quando avete ospiti è meglio che i dispositivi tecnologici stiano spenti.
6. Digital detox day
Se siete una famiglia coraggiosa potreste pensare, magari in vacanza, a una giornata familiare di digital detox. Chi ci riuscirà? Faranno più fatica i grandi o i piccoli? Se decidete di provare e sopravvivete tutti, raccontateci come è andata, se è stato facile o difficile e cosa avete scoperto.
7. Rendere la realtà attraente come uno smartphone
Siete a una conferenza e vi annoiate: tirate fuori il vostro smartphone e navigate. Siete a una conferenza e il relatore è appassionante e cattura la vostra attenzione: vi dimenticate di avere con voi un telefono.
Noi adulti riusciamo a proporre ai nostri figli esperienze di divertimento, apprendimento, riflessione, gioco, movimento … vita così interessanti e stimolanti che non abbiano ‘più voglia di staccarsi’?